Cos'è il ritmo circadiano?

Cos'è il ritmo circadiano?

Il ritmo circadiano

Un meccanismo interno di temporizzazione che regola i nostri processi biologici quotidiani.

Il nostro ritmo circadiano determina in quale fase della giornata siamo più attivi, quando abbiamo fame, quando ci svegliamo e quando ci sentiamo stanchi. Svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento della salute e del benessere, tanto che un disturbo del ritmo circadiano può portare a numerosi problemi di salute, tra cui disturbi del sonno, depressione e obesità.

 

L'importanza del ritmo circadiano


Il ritmo circadiano è regolato dall'"orologio maestro" presente nell'organismo, situato nel centro del nostro cervello, nel nucleo soprachiasmatico. Questo orologio imposta la tempistica dei vari processi biologici e chimici nell'arco del ciclo di 24 ore, rispondendo ai cambiamenti della luce ambientale.

La luce ambientale è il fattore esterno più importante che regola il ritmo circadiano. Sotto la sua influenza, la retina segnala al nucleo soprachiasmatico di regolare il ciclo sonno-veglia in base ai cambiamenti tra giorno e notte. Ad esempio, la luce del mattino indica al corpo di aumentare i livelli di cortisolo, favorendo il risveglio e l'aumento dell'attività, mentre la diminuzione della luce nelle ore serali stimola la produzione di melatonina, che aiuta il sonno.

Quasi tutti gli esseri viventi che vivono più di pochi giorni hanno un ritmo circadiano, che serve per armonizzare il nostro organismo e il suo funzionamento con le fasi di luce e buio derivanti dalla rotazione terrestre. Questo ritmo è programmato per essere periodico e ripetitivo, cosa osservabile chiaramente nella regolazione della temperatura corporea.

Con l’avvicinarsi dell’ora di dormire, la nostra temperatura corporea diminuisce, raggiungendo il minimo circa due ore dopo l’addormentamento, ma questo processo si avvia anche se non dormiamo tutta la notte. Il ritmo circadiano non si ferma, e all’ora abituale il nucleo soprachiasmatico invia un segnale per “regolare il termostato”. Ecco perché di sera percepiamo la stessa temperatura corporea come più fredda.

 

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Leallodole mattutine e i gufi notturni

Tutti hanno un ritmo circadiano, ma i picchi e i punti più bassi entro il ciclo di 24 ore possono variare.

Alcune persone raggiungono la massima vigilanza già nelle prime ore della giornata e per questo si stancano presto e vanno a dormire prima. Questi vengono chiamati “leallodole mattutine” e rappresentano circa il 40% della popolazione. Amano alzarsi all’alba e generalmente funzionano al meglio in queste ore.

L’altro gruppo principale è quello dei “gufi notturni”, che preferiscono restare svegli fino a tardi e svegliarsi più tardi. Possono essere attivi anche quando le leallodole di mattina stanno già dormendo da tempo. Circa il 30% della popolazione rientra in questa categoria (il restante 30% comprende tipi intermedi, che non amano né alzarsi troppo tardi, né troppo presto).


È stato osservato che la corteccia prefrontale del cervello dei gufi notturni, responsabile del pensiero astratto, della valutazione logica e della regolazione emotiva, resta in modalità “offline” nelle prime ore della mattina, il che significa che hanno bisogno di più tempo per raggiungere uno stato operativo normale. Queste persone sono spesso etichettate ingiustamente come pigre perché non riescono ad alzarsi in tempo, ma non è una loro colpa. Essere leallodola mattutina o gufo notturno è scritto nel nostro DNA.

Nella maggior parte delle società, il ritmo lavorativo rigido — scuole comprese — favorisce il risveglio precoce, penalizzando i gufi. Al mattino e la prima parte della giornata non riescono a dare il massimo e nel pomeriggio, quando finalmente si sentirebbero al meglio, il turno di lavoro è già terminato. Inoltre, i gufi notturni soffrono generalmente di più di carenza di sonno, perché pur essendo costretti ad alzarsi presto, riescono ad addormentarsi solo più tardi.

Le malattie correlate alla privazione di sonno, come depressione, ansia, diabete, cancro, infarto e ictus, sono quindi più frequenti in questo gruppo. Queste persone riescono a dare il meglio di sé e a preservare la salute scegliendo un lavoro che si adatti al loro ritmo circadiano.

 

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Niente è casuale

La divisione tra gufi notturni e leallodole ha importanti ragioni evolutive! Quando vivevamo in piccoli gruppi tribali, questo meccanismo garantiva che la comunità non rimanesse mai troppo a lungo senza protezione o vigilanza. I "gufi" rimanevano svegli a lungo per sorvegliare, mentre le "leallodole" li sostituivano presto al mattino.


L’effetto del ritmo circadiano sulla salute

L’allineamento tra ritmo circadiano e ciclo sonno-veglia è essenziale per la salute fisica e mentale. Disturbi in questo ritmo, causati ad esempio dal lavoro a turni, dai frequenti cambi di fuso orario durante i viaggi o da un’esposizione inadeguata alla luce, possono contribuire a disturbi del sonno, malattie metaboliche, malattie cardiovascolari e disturbi dell’umore.

 

Consigli per sincronizzare il ritmo circadiano


Esposizione adeguata alla luce
: Cerchiamo di esporre gli occhi a sufficiente luce naturale durante il giorno, soprattutto al mattino, per aiutare a regolare l’orologio biologico.

Routine regolare di sonno: Cerchiamo di andare a dormire e svegliarci sempre alla stessa ora, anche nei fine settimana.

Evitare l’uso di schermi tardissimo: La luce blu degli schermi può disturbare la produzione di melatonina, rendendo più difficile addormentarsi.


 

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