THC nell’olio di CBD

THC nell’olio di CBD

La storia del THC, il suo meccanismo d'azione e il suo ruolo nell'olio di CBD

La cannabis fa parte della cultura, della medicina e della spiritualità umana da millenni. Il principio attivo più noto della pianta è il THC, ovvero il tetraidrocannabinolo, famoso soprattutto per i suoi effetti psicoattivi. Ma come è stato scoperto? Come agisce nell'organismo? E perché è importante comprendere il ruolo del THC negli oli di CBD?

In questo articolo esploreremo il tema da un punto di vista storico, biochimico e pratico.


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Panoramica storica del THC

L'uso della cannabis risale a più di 5000 anni fa. Nell'antica Cina, India e Medio Oriente veniva impiegata come analgesico, antispasmodico e antinfiammatorio. In Europa, nel XIX secolo, il suo uso medico tornò popolare, soprattutto per il trattamento del dolore e dell'emicrania.

Tuttavia, la svolta scientifica moderna avvenne solo nel XX secolo.

Nel 1964, il ricercatore israeliano Raphael Mechoulam e il suo team isolarono e identificarono per primi il Δ9-tetraidrocannabinolo (Δ9-THC) come principale componente psicoattivo della cannabis. Questa scoperta ha rivoluzionato la ricerca sui cannabinoidi.

Un altro traguardo importante fu raggiunto negli anni ’90, quando fu scoperto il sistema endocannabinoide (ECS) nel corpo umano, fornendo una spiegazione del perché il THC può generare effetti così complessi.

 


Cos’è esattamente il THC?

Il THC (Δ9-tetraidrocannabinolo) è un fitocannabinoide, ovvero un composto naturale prodotto dalla pianta di cannabis. Esistono più di 100 diversi cannabinoidi, ma il THC è uno dei più noti accanto al CBD.

È importante sottolineare che nella pianta grezza il THC si trova in forma acida, come THCA. Il calore (ad esempio durante la combustione o la vaporizzazione) lo trasforma nel THC attivo - questo processo è chiamato decarbossilazione.


Come agisce il THC nell’organismo?

Il THC influenza il funzionamento del sistema endocannabinoide, che gioca un ruolo chiave in diversi processi, tra cui:

  • la percezione del dolore

  • la regolazione dell’umore

  • il sonno

  • il controllo dell’appetito

  • la risposta immunitaria

Il sistema endocannabinoide comprende due recettori principali:

  • Recettore CB1 – principalmente nel cervello e nel sistema nervoso

  • Recettore CB2 – soprattutto sulle cellule del sistema immunitario

Il THC si lega principalmente al recettore CB1, il che spiega i suoi effetti psicoattivi. Al contrario, il CBD si lega debolmente a questi recettori e non produce effetti psicoattivi.


Gli effetti del THC

Gli effetti del THC dipendono dalla dose e dalla persona. La ricerca ha evidenziato i seguenti effetti:

  • effetto analgesico

  • riduzione degli spasmi muscolari

  • attenuazione della nausea (ad esempio durante la chemioterapia)

  • aumento dell’appetito

  • supporto nell’avvio del sonno

Possibili effetti collaterali:

  • ansia o paranoia (specialmente a dosi elevate)

  • disturbi della memoria

  • riduzione dei tempi di reazione

  • secchezza delle fauci

  • tachicardia

È importante sottolineare che questi effetti collaterali si manifestano soprattutto a dosi elevate. Nell’uso medico moderno l’obiettivo è sempre quello di trovare la dose giusta in cui l’effetto terapeutico prevale e gli effetti indesiderati sono minimizzati.


THC e CBD

THC e CBD sono molecole chimicamente simili, ma con profili di effetti completamente diversi. Il THC è psicoattivo, mentre il CBD non lo è, e può addirittura attenuare gli effetti psicoattivi del THC. La letteratura scientifica parla anche dell’effetto “entourage”, secondo cui i composti della cannabis agiscono in modo più efficace se combinati rispetto che in forma isolata.

Questo è particolarmente importante per gli oli di CBD a spettro completo, che possono contenere una quantità minima di THC consentita per legge, perché in molti casi il CBD è più efficace se accompagnato dal THC.

Quando può essere preferibile un olio di CBD che contiene anche THC?

Per dolori di tipo neuropatico

Gli studi clinici indicano che gli oli di CBD che contengono anche THC sono più efficaci per alcuni dolori cronici di origine nervosa rispetto a quelli che contengono solo CBD, perché il THC agisce più direttamente sui recettori CB1 coinvolti nella regolazione della percezione del dolore.

Importante: questo non vale per tutti i tipi di dolore e la sensibilità individuale influisce molto sull’effetto.


Rigidità muscolare, spasticità (es. problemi di origine neurologica)

Secondo la ricerca medica, la combinazione THC-CBD può essere più efficace in certi casi (per esempio la rigidità muscolare associata alla sclerosi multipla). Il THC gioca un ruolo nel controllo del tono muscolare del sistema nervoso.


Perdita di appetito, nausea in alcuni casi specifici

Il THC è noto per il suo effetto stimolante l’appetito e antinausea, soprattutto durante trattamenti chemioterapici. Gli oli di CBD senza THC mostrano prove minori di efficacia nella riduzione della nausea.


Cosa dicono gli utenti?

Alcuni utenti riferiscono che con oli di CBD a spettro completo:

  • sperimentano un effetto più equilibrato

  • sono sufficienti dosi più basse

  • l’effetto si percepisce più rapidamente

Questo probabilmente è dovuto all’effetto entourage, anche se esiste molta variabilità individuale.


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Quando è preferibile scegliere un olio di CBD senza THC?

Una domanda altrettanto importante.

Se sei sensibile al THC

Le persone predisposte all’ansia possono vedere peggiorare i sintomi con il THC.

Se vuoi evitare completamente il rischio psicoattivo

Anche se la quantità di THC entro i limiti legali non provoca effetti psicoattivi, per qualcuno è importante avere la certezza assoluta di evitare qualsiasi effetto.

Se sei sottoposto a test antidroga regolari

In questi casi l’olio di CBD a spettro ampio senza THC può essere la scelta più sicura.

Ci sono anche condizioni per cui il contenuto di THC non è indicato.
Queste includono:

- malattie infiammatorie intestinali
- crisi convulsive
- trattamento dell’ansia
- psicosi o disturbi mentali
- emicrania.


La situazione legale del THC in Europa

Lo status legale del THC varia da paese a paese. Nella maggior parte degli stati membri dell’Unione Europea, i prodotti contenenti THC psicoattivo sono rigidamente regolamentati o proibiti.

Per i prodotti a base di CBD, la quantità di THC tollerata è generalmente inferiore allo 0,2-0,3% (a seconda delle normative nazionali). Questa quantità non causa effetti psicoattivi, ma fa parte della composizione naturale degli oli di CBD a spettro completo.

(L’olio di CBD che contiene, oltre al CBD, anche altri cannabinoidi e terpeni ma non THC, è chiamato olio CBD a spettro ampio.)


 

Conclusioni

Il THC è uno dei principi attivi più importanti della cannabis, la cui scoperta ha rivoluzionato la ricerca scientifica sulla pianta. Il suo effetto si manifesta attraverso il sistema endocannabinoide, soprattutto tramite l’attivazione del recettore CB1.

Sebbene sia spesso al centro di dibattiti per le sue proprietà psicoattive, il THC possiede un significativo potenziale terapeutico dal punto di vista scientifico. Nel mondo moderno degli oli di CBD, è fondamentale comprendere il ruolo del THC, specialmente negli oli a spettro completo.

Una scelta consapevole si basa sempre sull’informazione. Più conosciamo i cannabinoidi, incluso il THC, più potremo prendere decisioni sicure riguardo alla nostra salute.